Il progetto prevede il 6 giugno Giornata Mondiale dell’Ambiente la partecipazione di enti, specialisti, studenti delle scuole locali, per lo svolgimento di un’azione collettiva. Con la consulenza di botanici verranno realizzati medicamenti con aggiunte di colori naturali da stendere sugli alberi malati presenti nei viali, lungo le strade di campagna, nei campi, nei giardini, all’interno dell’area dell’IPCA. I ragazzi imparano così a conoscere gli alberi, le loro malattie e le relative cure. Insieme lasciano un segno sul territorio della storia dell’IPCA, facilitandone la conoscenza. Teli in stoffa verranno appesi agli alberi per raccogliere alcune notizie e i commenti che i visitatori incuriositi che si avvicineranno vorranno lasciare. La cura del territorio proseguirà con la raccolta dei teli, la loro esposizione negli spazi dell’IPCA, dove si creerà un archivio, e la sostituzione con nuovi teli. Teli e foto sull’iniziativa potranno essere mostrati anche in altri contesti per presentare l’Ecomuseo all’IPCA e l’impegno nella cura dell’ambiente.
venerdì 27 febbraio 2009
venerdì 20 febbraio 2009
Prometeo
Alexander Nikolayevich Scriabin e Bruno Munari, 1979


Nel dicembre 1979 il Teatro Comunale di Firenze incarica Bruno Munari di progettare uno spettacolo di luce per il concerto scritto nel 1910 da Scriabin Prometeo, che sarà eseguito nello stesso teatro nel marzo del 1980. Considerando questa richiesta come un progetto di design, Munari chiama a partecipare alla progettazione Davide Mosconi, musicista, e Piero Castiglioni, esperto di illuminotecnica.
Bianca e il suo contrario
Marzia Migliora
video, 2' 56", 2008


video, 2' 56", 2008


Il colore come metafora del tempo indelebile, che segna le stagioni della vita.
Renewable clothing
Fernando Brìzio, 2008
Renewable clothing è stato esposto alla mostra Flexibility.Design in a fast-changing socity nell'ambito di Torino 2008 World Design Capital.
Renewable clothing è stato esposto alla mostra Flexibility.Design in a fast-changing socity nell'ambito di Torino 2008 World Design Capital.
The chromatic diet
Sophie Calle, 1997
L'artista incarna nella settimana 8-14 dicembre Maria, ispirandosi al Leviatano di Paul Auster, seguendo una dieta cromatica (lunedì arancione, martedì rosso, mercoledì bianco, giovedì verde, venerdì giallo, sabato rosa, domenica tutti i colori per un pasto per sei invitati).
Compenetrazione iridescente n. 7
Giacomo Balla, 1912

Olio su tela, 77 x 76.7 cm
L'opera fa parte della collezione Gallerie Arte Moderna GAM di Torino

Olio su tela, 77 x 76.7 cm
L'opera fa parte della collezione Gallerie Arte Moderna GAM di Torino
Fantasia
Walt Disney, 1940
L'opera, di carattere spiccatamente sperimentale, è stata fortemente voluta da Walt Disney stesso, con lo scopo di coniugare immagini e musica. Le musiche del film sono eseguite dalla Philadelphia Orchestra diretta da Leopold Stokowski (eccetto L'apprendista stregone).
L'opera, di carattere spiccatamente sperimentale, è stata fortemente voluta da Walt Disney stesso, con lo scopo di coniugare immagini e musica. Le musiche del film sono eseguite dalla Philadelphia Orchestra diretta da Leopold Stokowski (eccetto L'apprendista stregone).
giovedì 19 febbraio 2009
mercoledì 18 febbraio 2009
Cinema Ambiente
Colori Proibiti. Favola nera di una storia vera: l'IPCA di Ciriè
con Laura Curino e Lucilla Giagnoni, drammaturgia di Luca Scarlini, 2007

Lo spettacolo parte dai colori e dal mondo dell’infanzia, dalla favola. Una favola, una festa era l’Ipca con la “rivoluzione industriale” che portava nel canavese un’importante occasione di lavoro per molti e che invece in tutti i suoi colori nascondeva il nero del dramma.Laura Curino e Lucilla Giagnoni affrontano nel corso dellospettacolo la storia di questa fabbrica che ha segnato il territorio della provincia di Torino e la storia del lavoro in Italia spingendosi oltre, nel presente e fuori confine, alla ricerca di tutte le altre “Ipca” sparse nel mondo dell’industria globale.

Lo spettacolo parte dai colori e dal mondo dell’infanzia, dalla favola. Una favola, una festa era l’Ipca con la “rivoluzione industriale” che portava nel canavese un’importante occasione di lavoro per molti e che invece in tutti i suoi colori nascondeva il nero del dramma.Laura Curino e Lucilla Giagnoni affrontano nel corso dellospettacolo la storia di questa fabbrica che ha segnato il territorio della provincia di Torino e la storia del lavoro in Italia spingendosi oltre, nel presente e fuori confine, alla ricerca di tutte le altre “Ipca” sparse nel mondo dell’industria globale.
The Garden
John Duncan e Valerio Tricoli, 2006
(in Eco e Narciso. Presenze Sonore)

(in Eco e Narciso. Presenze Sonore)

Nell'ambito dell'edizione Eco e Narciso / Musica John Duncan e Valerio Tricoli hanno tradotto in suoni l'anima cupa con sprazzi di speranza dell'Ecomuseo all'IPCA restituendola in un'installazione sonora dal forte impatto empatico. La traccia sonora è raccolta nel CD Presenze Sonore.
Logo Ecomuseo all'IPCA
Jessica Pittavino, Stefano Sabatino, Giulia Testore, Ida Zagarese, 2005

La definizione del logo dell'Ecomuseo all'IPCA è avvenuta attraverso un concorso tra gli studenti del Corso di Design Primario della Facoltà di Design del Politecnico di Torino, tenuto dai docenti Raffaela Cardia e Fabio Sorano. La Giuria ha scelto come proposta vincitrice quella presentata dagli studenti Jessica Pittavino, Stefano Sabatino, Giulia Testore, Ida Zagarese.

La definizione del logo dell'Ecomuseo all'IPCA è avvenuta attraverso un concorso tra gli studenti del Corso di Design Primario della Facoltà di Design del Politecnico di Torino, tenuto dai docenti Raffaela Cardia e Fabio Sorano. La Giuria ha scelto come proposta vincitrice quella presentata dagli studenti Jessica Pittavino, Stefano Sabatino, Giulia Testore, Ida Zagarese.
Ghè, Ciriè e l'isola che non c'è
Mauro Covacich, 2005
(in Eco e Narciso. 14 scrittori per un Paesaggio, Sironi, Milano 2005)
(in Eco e Narciso. 14 scrittori per un Paesaggio, Sironi, Milano 2005)
«C’è stato un momento in cui qualcuno di noi ha deciso di agire» mi dice Cinzia Franza, guardandomi dritto negli occhi. «Si è creato un gruppo. L’abito discreto, misurato, del piemontese, è stato messo da parte e questo gruppo di persone si è dato una mossa. Altro che non parlare al manovratore: c’è stato proprio un guizzo. Io l’ho visto il guizzo. Ero bambina, ma l’ho visto. Per questo non mi interessa che il museo sia… come dire… in memoria di mio padre, il cui ricordo resta per me un fatto intimo, personale. No, io vorrei che il museo fosse inteso in memoria di quel guizzo». Mi accoglie così Cinzia, all’ingresso della fabbrica, con la memoria di un guizzo. È accompagnata dall’amica Mara Papurello: due donne che, anche nel bianco e nero di queste scene, hanno negli occhi lo scintillio vitale del combattente, del resistente. Cinzia è figlia di Benito Franza, l’operaio che insieme al collega Albino Stella ha intrapreso un’inchiesta a titolo personale contro l’azienda per la quale lavoravano, l’Ipca appunto, ottenendone la condanna e la successiva chiusura.
Eco e Narciso / Fotografia
Eugenio Castiglioni, 2004

Nell'ambito del progetto Eco e Narciso / Fotografia Eugenio Castiglioni realizza gli scatti dedicati all'Ecomuseo all'IPCA.

Nell'ambito del progetto Eco e Narciso / Fotografia Eugenio Castiglioni realizza gli scatti dedicati all'Ecomuseo all'IPCA.
Non si deve morire per vivere
Daniele Gaglianone, 2003


Non si deve morire per vivere è la testimonianza della coraggiosa e tenace lotta di Benito Franza e Albino Stella per rendere pubblica la malattia contratta sul luogo di lavoro, la fabbrica di coloranti Ipca di Ciriè. L'assenza di misure di prevenzione e di tutela, il quotidiano contatto con sostanze tossiche e nocive è stata la causa di morte di numerosi operai: dalle parole dei figli delle vittime si ricostruisce un tassello della storia economica e sociale del nostro Paese (che si intreccia saldamente con tante storie private spezzate dalla malattia) che molti vogliono dimenticare.
Calenduline Paraduxale
Claire Roudenko Bertin, 2001


La ricerca artistica di Claire Roudenko Bertin si concentra sulla valorizzazione culturale dei paesaggi violati delle azioni dell'uomo. Per l'Ecomuseo all'IPCA ha creato l'opera site specific Calenduline paraduxale imperniata sulla omologia che assimila il paesaggio ad un corpo umano, con le sue risorse, le sue ferite, i suoi traumi, i suoi meccanismi compensativi. Sul terreno confinante con la fabbrica l'artista ha seminato un campo di calendule della stessa estensione e planimetria dell'edificio. Una distesa arancione di un fiore dalle proprietà lenitive, da cui è stato estratto un olio curante.
L'opera per l'Ipca ha coinvolto le scuole del territorio, l'Istituto Faccio di Castellamonte, l'Accademia di Paris-Chergy dove l'artista insegna, l'Accademia Albertina e la Facoltà di Agraria di Torino. Le varie istituzioni hanno lavorato sui diversi aspetti del problema: i colori, il paesaggio, il lavoro, le relazioni uomo-territorio, il ruolo benefico delle piante fitodepurative.
L'opera per l'Ipca ha coinvolto le scuole del territorio, l'Istituto Faccio di Castellamonte, l'Accademia di Paris-Chergy dove l'artista insegna, l'Accademia Albertina e la Facoltà di Agraria di Torino. Le varie istituzioni hanno lavorato sui diversi aspetti del problema: i colori, il paesaggio, il lavoro, le relazioni uomo-territorio, il ruolo benefico delle piante fitodepurative.
lunedì 16 febbraio 2009
Ecomuseo all'IPCA

L'IPCA (Industria Piemontese dei Colori di Anilina) fu fondata nel 1922 nel territorio di Ciriè e, con la sua tragica storia di inquinamento ambientale e di lavoratori colpiti da cancro alla vescica, ha spazzato via la descrizione gozzaniana di un territorio "verde di riposi ristoratori" per sostituirlo con il meno edificante epiteto di "territorio della fabbrica del cancro".
Il comune di Ciriè ha acquisito il sito ex Ipca e ex Interchim per procedere alla bonifica e recuperare l'area senza per questo cancellare la memoria del sito ma, al contrario, farne un luogo di memoria, di monito e di monitoraggio affinché non capiti più di andare a lavorare non sapendo di andare a morire.
La memoria dell'Ipca è racchiusa sia nei suoi archivi, sia nella documentazione del processo intentato dai due operai simbolo: Benito Franza ed Albino Stella. Dal 2001, in occasione della Giornata Mondiale per l'Ambiente, si è formato un vasto gruppo di lavoro che ha operato in sinergia con l'amministrazione e con l'associazione vittime dell'Ipca, per elaborare un progetto di recupero della memoria che fosse al contempo da stimolo per nuovi utilizzi della struttura e del territorio circostante.
L'opera per l'Ipca ha coinvolto negli anni le scuole del territorio, gli studenti e i docenti delle facoltà di agraria, architettura, design e arte, oltre a artisti, musicisti, scrittori eregisti, che hanno lavorato sui diversi aspetti del problema: i colori, il paesaggio, il lavoro, le relazioni uomo-territorio, il ruolo benefico delle piante fitodepurative.
Il comune di Ciriè ha acquisito il sito ex Ipca e ex Interchim per procedere alla bonifica e recuperare l'area senza per questo cancellare la memoria del sito ma, al contrario, farne un luogo di memoria, di monito e di monitoraggio affinché non capiti più di andare a lavorare non sapendo di andare a morire.
La memoria dell'Ipca è racchiusa sia nei suoi archivi, sia nella documentazione del processo intentato dai due operai simbolo: Benito Franza ed Albino Stella. Dal 2001, in occasione della Giornata Mondiale per l'Ambiente, si è formato un vasto gruppo di lavoro che ha operato in sinergia con l'amministrazione e con l'associazione vittime dell'Ipca, per elaborare un progetto di recupero della memoria che fosse al contempo da stimolo per nuovi utilizzi della struttura e del territorio circostante.
L'opera per l'Ipca ha coinvolto negli anni le scuole del territorio, gli studenti e i docenti delle facoltà di agraria, architettura, design e arte, oltre a artisti, musicisti, scrittori eregisti, che hanno lavorato sui diversi aspetti del problema: i colori, il paesaggio, il lavoro, le relazioni uomo-territorio, il ruolo benefico delle piante fitodepurative.
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