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mercoledì 18 febbraio 2009

Cinema Ambiente

Edizione 2007



L'Ecomuseo all'IPCA ha ospitato nel 2007 la sezione Ambiente e Lavoro del Cinema Ambiente di Torino, rispondendo alla sua vocazione di luogo di riflessione e sensibilizzazione sulle tematiche ambientali.

Colori Proibiti. Favola nera di una storia vera: l'IPCA di Ciriè

con Laura Curino e Lucilla Giagnoni, drammaturgia di Luca Scarlini, 2007



Lo spettacolo parte dai colori e dal mondo dell’infanzia, dalla favola. Una favola, una festa era l’Ipca con la “rivoluzione industriale” che portava nel canavese un’importante occasione di lavoro per molti e che invece in tutti i suoi colori nascondeva il nero del dramma.Laura Curino e Lucilla Giagnoni affrontano nel corso dellospettacolo la storia di questa fabbrica che ha segnato il territorio della provincia di Torino e la storia del lavoro in Italia spingendosi oltre, nel presente e fuori confine, alla ricerca di tutte le altre “Ipca” sparse nel mondo dell’industria globale.

The Garden

John Duncan e Valerio Tricoli, 2006
(in Eco e Narciso. Presenze Sonore)



Nell'ambito dell'edizione Eco e Narciso / Musica John Duncan e Valerio Tricoli hanno tradotto in suoni l'anima cupa con sprazzi di speranza dell'Ecomuseo all'IPCA restituendola in un'installazione sonora dal forte impatto empatico. La traccia sonora è raccolta nel CD Presenze Sonore.

Logo Ecomuseo all'IPCA

Jessica Pittavino, Stefano Sabatino, Giulia Testore, Ida Zagarese, 2005



La definizione del logo dell'Ecomuseo all'IPCA è avvenuta attraverso un concorso tra gli studenti del Corso di Design Primario della Facoltà di Design del Politecnico di Torino, tenuto dai docenti Raffaela Cardia e Fabio Sorano. La Giuria ha scelto come proposta vincitrice quella presentata dagli studenti Jessica Pittavino, Stefano Sabatino, Giulia Testore, Ida Zagarese.

Manifesto Ciriè

3rd World Environmental Education Congress Educational Paths towards Sustainability, Torino 2005


L'Ecomuseo all'IPCA partecipa al WEEC nel 2005 con l'intervento di Claire Roudenko Bertin Manifesto Ciriè nell'ambito della sessione Coinvolgimenti emotivi.

Ghè, Ciriè e l'isola che non c'è

Mauro Covacich, 2005
(in Eco e Narciso. 14 scrittori per un Paesaggio, Sironi, Milano 2005)


«C’è stato un momento in cui qualcuno di noi ha deciso di agire» mi dice Cinzia Franza, guardandomi dritto negli occhi. «Si è creato un gruppo. L’abito discreto, misurato, del piemontese, è stato messo da parte e questo gruppo di persone si è dato una mossa. Altro che non parlare al manovratore: c’è stato proprio un guizzo. Io l’ho visto il guizzo. Ero bambina, ma l’ho visto. Per questo non mi interessa che il museo sia… come dire… in memoria di mio padre, il cui ricordo resta per me un fatto intimo, personale. No, io vorrei che il museo fosse inteso in memoria di quel guizzo». Mi accoglie così Cinzia, all’ingresso della fabbrica, con la memoria di un guizzo. È accompagnata dall’amica Mara Papurello: due donne che, anche nel bianco e nero di queste scene, hanno negli occhi lo scintillio vitale del combattente, del resistente. Cinzia è figlia di Benito Franza, l’operaio che insieme al collega Albino Stella ha intrapreso un’inchiesta a titolo personale contro l’azienda per la quale lavoravano, l’Ipca appunto, ottenendone la condanna e la successiva chiusura.

Eco e Narciso / Fotografia

Eugenio Castiglioni, 2004



Nell'ambito del progetto Eco e Narciso / Fotografia Eugenio Castiglioni realizza gli scatti dedicati all'Ecomuseo all'IPCA.

Non si deve morire per vivere

Daniele Gaglianone, 2003



Non si deve morire per vivere è la testimonianza della coraggiosa e tenace lotta di Benito Franza e Albino Stella per rendere pubblica la malattia contratta sul luogo di lavoro, la fabbrica di coloranti Ipca di Ciriè. L'assenza di misure di prevenzione e di tutela, il quotidiano contatto con sostanze tossiche e nocive è stata la causa di morte di numerosi operai: dalle parole dei figli delle vittime si ricostruisce un tassello della storia economica e sociale del nostro Paese (che si intreccia saldamente con tante storie private spezzate dalla malattia) che molti vogliono dimenticare.

Calenduline Paraduxale

Claire Roudenko Bertin, 2001



La ricerca artistica di Claire Roudenko Bertin si concentra sulla valorizzazione culturale dei paesaggi violati delle azioni dell'uomo. Per l'Ecomuseo all'IPCA ha creato l'opera site specific Calenduline paraduxale imperniata sulla omologia che assimila il paesaggio ad un corpo umano, con le sue risorse, le sue ferite, i suoi traumi, i suoi meccanismi compensativi. Sul terreno confinante con la fabbrica l'artista ha seminato un campo di calendule della stessa estensione e planimetria dell'edificio. Una distesa arancione di un fiore dalle proprietà lenitive, da cui è stato estratto un olio curante.
L'opera per l'Ipca ha coinvolto le scuole del territorio, l'Istituto Faccio di Castellamonte, l'Accademia di Paris-Chergy dove l'artista insegna, l'Accademia Albertina e la Facoltà di Agraria di Torino. Le varie istituzioni hanno lavorato sui diversi aspetti del problema: i colori, il paesaggio, il lavoro, le relazioni uomo-territorio, il ruolo benefico delle piante fitodepurative.

lunedì 16 febbraio 2009

Ecomuseo all'IPCA



L'IPCA (Industria Piemontese dei Colori di Anilina) fu fondata nel 1922 nel territorio di Ciriè e, con la sua tragica storia di inquinamento ambientale e di lavoratori colpiti da cancro alla vescica, ha spazzato via la descrizione gozzaniana di un territorio "verde di riposi ristoratori" per sostituirlo con il meno edificante epiteto di "territorio della fabbrica del cancro".
Il comune di Ciriè ha acquisito il sito ex Ipca e ex Interchim per procedere alla bonifica e recuperare l'area senza per questo cancellare la memoria del sito ma, al contrario, farne un luogo di memoria, di monito e di monitoraggio affinché non capiti più di andare a lavorare non sapendo di andare a morire.
La memoria dell'Ipca è racchiusa sia nei suoi archivi, sia nella documentazione del processo intentato dai due operai simbolo: Benito Franza ed Albino Stella. Dal 2001, in occasione della Giornata Mondiale per l'Ambiente, si è formato un vasto gruppo di lavoro che ha operato in sinergia con l'amministrazione e con l'associazione vittime dell'Ipca, per elaborare un progetto di recupero della memoria che fosse al contempo da stimolo per nuovi utilizzi della struttura e del territorio circostante.
L'opera per l'Ipca ha coinvolto negli anni le scuole del territorio, gli studenti e i docenti delle facoltà di agraria, architettura, design e arte, oltre a artisti, musicisti, scrittori eregisti, che hanno lavorato sui diversi aspetti del problema: i colori, il paesaggio, il lavoro, le relazioni uomo-territorio, il ruolo benefico delle piante fitodepurative.

Mappa di Ciriè

Ecomuseo all'IPCA


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