lunedì 16 febbraio 2009

Ecomuseo all'IPCA



L'IPCA (Industria Piemontese dei Colori di Anilina) fu fondata nel 1922 nel territorio di Ciriè e, con la sua tragica storia di inquinamento ambientale e di lavoratori colpiti da cancro alla vescica, ha spazzato via la descrizione gozzaniana di un territorio "verde di riposi ristoratori" per sostituirlo con il meno edificante epiteto di "territorio della fabbrica del cancro".
Il comune di Ciriè ha acquisito il sito ex Ipca e ex Interchim per procedere alla bonifica e recuperare l'area senza per questo cancellare la memoria del sito ma, al contrario, farne un luogo di memoria, di monito e di monitoraggio affinché non capiti più di andare a lavorare non sapendo di andare a morire.
La memoria dell'Ipca è racchiusa sia nei suoi archivi, sia nella documentazione del processo intentato dai due operai simbolo: Benito Franza ed Albino Stella. Dal 2001, in occasione della Giornata Mondiale per l'Ambiente, si è formato un vasto gruppo di lavoro che ha operato in sinergia con l'amministrazione e con l'associazione vittime dell'Ipca, per elaborare un progetto di recupero della memoria che fosse al contempo da stimolo per nuovi utilizzi della struttura e del territorio circostante.
L'opera per l'Ipca ha coinvolto negli anni le scuole del territorio, gli studenti e i docenti delle facoltà di agraria, architettura, design e arte, oltre a artisti, musicisti, scrittori eregisti, che hanno lavorato sui diversi aspetti del problema: i colori, il paesaggio, il lavoro, le relazioni uomo-territorio, il ruolo benefico delle piante fitodepurative.

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